L’Aero Club alla Fiera

Fiera Campionaria di Lugo, ieri tantissima gente ci ha fatto visita e si è complimentata con noi per la presenza a questa importantissima esposizione. Sono previsti oltre 100.000 presenze nei sette giorni di apertura. Un segnale che il nostro club è vicino al territorio.

La Fiera è aperta tutti i giorni fino a domenica 16 settembre dalle 18 alle 24 ed il sabato e domenica dalle 10 alle 24.

L’Aero Club d’Italia a Lugo

Il Direttore Generale Giuseppe D’Accolti ci ha riservato l’onore ed il piacere di poterlo ospitare nel nostro club. Durante una simpatica serata conviviale ha incontrato soci ed amici. Erano presenti anche gli amici delle aviosuperfici vicine, e anche Silvio Bartolotti Presidente della Micoperi Spa, che con la sua tenacia ha recuperato la Costa Concordia.

L’Aero Club alla Fiera di Lugo

Dal 8 al 16 settembre l’ Aero Club Lugo e la Scuola Nazionale Elicotteri saranno presenti alla fiera campionaria di Lugo. Nel nostro stand, sarà a disposizione un simulatore di volo e potrete conoscere  istruttori e piloti. Un’occasione per dimostrare la vicinanza del territorio al nostro aero club.

Un evento realizzato in collaborazione con l’ Unione dei Comuni della Bassa Romagna.

Una mostra dedicata al nostro aeroporto, dal 1930 ad oggi

La piccola comunità di Villa S.Martino, ha dedicato una mostra alla storia del nostro aero club.

La mostra è stata inaugurata dal Sindaco di Lugo Davide Ranalli, dal presidente della Società di Mutuo Soccorso, dal presidente del nostro aero club Oriano Callegati e dal vice Marco Buscaroli.

La mostra ricca di foto e documenti dal 1930 fino ai nostri giorni è stata curata anche dalla nostra Marta Bertini, ed è visitabile fino a domenica 2 settembre nella ghiacciaia di Villa S.Martino.

Alla sera è anche in funzione un ottimo stand gastronomico con la cucina della tradizione.

100 anni fa il volo su Vienna

Il celebre volo su Vienna, compiuto dagli aerei SVA (Savoia, Verduzio, Ansaldo) della 87 Squadriglia “Serenissima” al comando del Maggiore Gabriele D’Annunzio, fu ideato e voluto molto prima del 9 agosto 1918, ma l’opposizione del Comando Supremo alla partecipazione del poeta, il quale se fosse caduto in mano austriaca avrebbe giovato notevolmente alla loro propaganda, assieme ai limiti della tecnologia del tempo ne rimandarono l’attuazione.

D’Annunzio aveva pensato al raid su Vienna ancora l’anno precedente al suo effettivo svolgimento, ma nei reparti di volo del Regio Esercito solo i grandi bombardieri Caproni Ca 3 erano in grado di coprire i circa mille chilometri che separavano la base di San Pelagio, a sud di Padova, dalla capitale dell’Impero di Austria e Ungheria. Il poeta, però, già da tempo stava collaborano assieme ad i tecnici della Pomilio, fabbrica aeronautica torinese che aveva la licenza di produzione degli aerei SVA, per porre dei correttivi volti a migliorare l’autonomia dell’aereo. I problemi vennero risolti da un giovane ed allora sconosciuto caporeparto di nome Ugo Zagato, il quale diventerà una delle matite più celebri della storia dell’automobile.

Un altro problema che afflisse gli ingegneri della Pomilio fu l’installazione di un secondo seggiolino a bordo del velivolo SVA che era un aereo monomotore, ma D’Annunzio non era in possesso del brevetto di volo. Il lavoro svolto non fu semplice e durante i collaudi lo SVA biposto venne distrutto, solo grazie al tempestivo intervento di Giuseppe Brezzi ne venne trasformato un altro in tempi molto celeri, attraverso la modifica di un serbatoio in seggiolino.

Risolti gli inconvenienti tecnici i problemi non erano finiti: un primo tentativo del volo in formazione venne provato il 2 agosto con esiti negativi. A causa della nebbia, i tredici aerei dovettero desistere ed in alcuni casi fare atterraggi di fortuna, durante queste manovre tre aerei vennero danneggiati al punto da essere considerati non utilizzabili. Il giorno 8 venne tentato un ulteriore volo, ma con lo stesso esito del precedente. All’alba del 9 Agosto, a San Pelagio, D’Annunzio radunò a se i suoi più fidati ufficiali e compagni di volo e disse:”Se non arriverò su Vienna, io non tornerò indietro. Se non arriverete su Vienna, voi non tornerete indietro. Questo è il mio comando. Questo è il vostro giuramento. I motori sono in moto. Bisogna andare. Ma io vi assicuro che arriveremo. Anche attraverso l’inferno. Alalà!“.

Alle ore 05:30 undici aerei Ansaldo SVA staccarono le ruote da terra dal campo di volo del padovano puntando su Vienna. Sfortunatamente tre aerei – a causa di problemi tecnici – fecero presto ritorno alla base, compreso il futuro trasvolatore S. Ten. Arturo Ferrarin. Peggio andò al Ten. Giuseppe Sarti che a causa di una grave avaria al motore dovette atterrare a Wiener Neustadt finendo prigioniero. Nonostante ciò, alle ore 09:20 i rimanenti aerei dalla quota di 800 metri in formazione stretta sganciarono i volantini sulla città per poi tornare incolumi alle 12.40 a San Pelagio.

Un’impresa eccezionale, nella quale venne dimostrata la caparbietà e l’ingegno degli italiani nel poter compiere un’azione ritenuta quasi impossibile e provocando enorme sgomento al fronte avversario. Infatti, nonostante fosse stato un atto pacifico, il Regno d’Italia aveva dimostrato di possedere il dominio dell’aria.

Stefano Peverati

ACQUA NELLA BENZINA: PRENDETE QUESTE PRECAUZIONI.

VOLARE SICURI ha ricevuto una segnalazione da un Aviatore che riferisce “con riferimento a un incidente occorso in Italia nelle scorse settimane per piantata motore, incidente conclusosi con pochi danni all’aereo e pilota incolume, grazie alla fortuna di avere una campagna vicino e alla abilità del pilota nel gestire l’emergenza, si è accertato che nei serbatoi dell’aereo c’erano 15 LITRI (AVETE LETTO BENE: 15 LITRI!) di ACQUA!
Cii sarebbero serie possibilità che l’acqua sia stata immessa a bordo in occasione di un rifornimento fatto in una aviosuperficie munita di DISTRIBUTORE CON POMPA.”
L’Aviatore sottolinea che
“Il fatto riferito è certo e documentato”.
VOLARE SICURI, che non pubblica nomi e località per riservatezza, condivide l’avviso dell’Aviatore e vi invita a riflettere sul fatto che certamente in occasione dei rifornimenti tutti noi usiamo l’imbuto separatore.
TUTTAVIA quando si fa benzina presso un distributore con pompa si è indotti a fidarsi del fatto che l’erogatore abbia filtri adeguati.
ATTENZIONE! NON E’ LA PRIMA VOLTA CHE ACCADE:IN ITALIA, NEL 2016 in una manifestazione aerea in Italia, s’e’ verificato lo stesso problema, senza conseguenze per la prontezza del capo formazione che non ha effettuato il volo.
IL NOSTRO suggerimento è di usare l’imbuto separatore SEMPRE.
Anche quando si fa benzina presso strutture che appaiono professionali. E anche quando il gestore, grandissimo amico, assicura che ci si può fidare. Spesso lo stesso gestore è in BUONA FEDE e la causa è qualcosa di avvenuto per così dire “accidentalmente”.
Tra le tante cause possibili, una piccola breccia nel serbatoio sottoterra che fa filtrare acqua dalla campagna. Oppure un fornitore con una autobotte non pulita come si deve.
Insomma, POICHE’ non abbiamo certezza della bontà del carburante la proposta di VOLARE SICURI è:
USIAMO SEMPRE L’IMBUTO SEPARATORE
possibilmente uno di cui siamo certi che funzioni.
Grazie ad un altro Aviatore siamo in grado di aggiungere altri due suggerimenti:
1) verificare periodicamente che il filtro separatore sia efficiente, facendo scorrere lentamente dell’acqua e controllando che l’acqua venga trattenuta. I filtri non sono eterni;
2) anche se pochi di noi lo fanno, effettuare uno spurgo pochi minuti dopo il rifornimento. Anche se durante il rifornimento l’acqua si rimescola con il combustibile, dopo alcuni minuti si sarà depositata.
Voli emozionanti e sicuri a tutti !!

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